Origini e Storia dei Tarocchi di Marsiglia (2)

Marsiglia è indiscutibilmente la città che da più di tre secoli sviluppa il maggior numero di Tarocchi di Marsiglia. Vi ha dedicato una cura particolare, anche se, in altre città d’Europa, altri maestri cartai ne hanno stampati a loro volta. Cercheremo di scoprire quali sono state le influenze spirituali del passato che avrebbero spinto i marsigliesi a produrre un mazzo dalle somiglianze neoplatoniche e catare.
Influenze religiose a Marsiglia da 2600 anni
Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta nell’anno 2000.
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Avvertenza: i Tarocchi non sono un’eredità dei catari. In seguito a una confusione dovuta a una cattiva comprensione delle teorie di Philippe Camoin esposte negli anni dal 1999 al 2003, alcuni hanno pensato il contrario e si sono smarriti in questo vicolo cieco.
Marsiglia è la città più antica di Francia. Fu fondata 2600 anni fa. La sua posizione strategica sul mar Mediterraneo ne fece un porto e un luogo di scambio tra i più importanti. Marsiglia fu da sempre impregnata di un sentimento di libertà estremamente profondo.

All’inizio degli anni 400, Cassiano fondò l’abbazia di San Vittore. Già in vita sua, i monaci marsigliesi ebbero una reputazione di santità in tutta l’Europa cristiana. Cassiano si basò esclusivamente sull’esperienza egizia per quanto riguarda le norme di vita religiosa, ispirato da Origene (Padre della Chiesa greca). Origene fu fin dall’età di 18 anni il rettore della scuola di Alessandria, dove si erano rifugiati numerosi discepoli di Pitagora (570-500 a.C.). L’esperienza religiosa che Cassiano realizzò a Marsiglia, durante la prima metà del V secolo, fu un momento estremamente importante nella storia europea.
Nella prima metà dell’XI secolo, l’abbazia di San Vittore diventa un ordine potente sotto l’impulso di sant’Isarno, che dirige la congregazione. L’influenza dell’ordine va da Roma fino a Barcellona e tutti gli sguardi si volgono verso quest’ordine vittorino dall’irradiazione spettacolare. Verso il 1070, il conte di Besalú (Catalogna) si pone sotto la bandiera dell’abbazia di San Vittore. Nel 1088, Alfonso VI darà all’ordine vittorino la chiesa di San Servando a Toledo, poi il monastero di San Salvatore, la villa di Hukella e la villa Moraël. L’abbazia di San Vittore esiste ancora oggi.
Robert O’Neill e io stesso pensiamo che ci sia un rapporto tra i catari, il neoplatonismo e i Tarocchi1. Questa corrente di pensiero esisteva durante il Rinascimento, ma non è nuova, perché risale in realtà ad Alessandria all’inizio della nostra era. All’inizio del XIII secolo, Marsiglia aveva stretto alleanza con la casa di Tolosa, che tutti sapevano contaminata dall’eresia catara. Tolosa, che proteggeva Montségur, era amica dell’Aragona. Anche Marsiglia, il che è confermato dal fatto che i marsigliesi ordirono nel 1263 un complotto contro Carlo d’Angiò, l’usurpatore, in favore di Pietro d’Aragona, che chiamavano il loro liberatore e che desideravano come signore feudale. Si può supporre che anche Marsiglia fosse contaminata da questa eresia, perché si era posta sotto il patronato dello Spirito Santo.
La casa d’Angiò, da cui discendono i famosi Conti di Provenza, fu il nemico ereditario dei marsigliesi. Questa casa d’Angiò era alleata dei papi. La famiglia Visconti, che regnava sulla Lombardia e su Milano, fu anch’essa, come i marsigliesi, fortemente favorevole alle eresie catare in quell’epoca travagliata.
Alcuni storici oggi vedono nei Tarocchi l’influenza di queste correnti di pensiero eretiche che hanno agitato tanto l’Italia del Nord quanto Tolosa, Marsiglia e una parte della Spagna. Ciò che è certo è che si ritrova in quell’epoca una corrente di pensiero religioso abbastanza simile tra Milano, Marsiglia, Tolosa, la Catalogna e l’Aragona. Ma i Tarocchi di Marsiglia non sono un’eredità dei catari, come alcune mie affermazioni avrebbero potuto lasciar intendere. E chiarisco qui la mia posizione. I catari sono semplicemente fioriti su un territorio che era tollerante e compiacente nei loro confronti. I Tarocchi di Marsiglia provengono da altre fonti religiose2.
Dopo la soppressione nel 1312 dell’Ordine del Tempio da parte del papa Clemente V, più di 3000 cavalieri del Tempio, perseguitati, si riunirono nel 1318 a Spoleto (in Italia centrale). Milano è la città dove si ritrovano i più antichi Tarocchi conosciuti, i Tarocchi Visconti e i Tarocchi Visconti-Sforza, il che non vuol dire che siano i più antichi Tarocchi mai esistiti. Marsiglia è la città che ha perpetuato questa tradizione dei Tarocchi fino ai nostri giorni. E Tolosa è la città che fu celebre per i suoi catari, con Montségur.

Nel XIV secolo, a Marsiglia, all’Abbazia di San Vittore, era vietato ai monaci darsi al gioco delle carte nel recinto dell’abbazia a causa della passione frenetica dei monaci e dei nobili per il gioco delle carte. Anche nel 1337 si fa menzione, negli statuti di San Vittore, del divieto di giocare alle paginae (in latino: pergamena, pagina, carta). Questa parola potrebbe applicarsi al gioco delle carte perché, nel 1408, le parole «papier pour jouer» (carta per giocare) e «carte» sono utilizzate nella stessa frase per designare lo stesso gioco. Ciò si spiegherebbe con il fatto che la parola «naip», che in spagnolo era usata per designare le carte, potrebbe provenire dalla parola fiamminga «knaep», che vuol dire carta. In effetti, gli spagnoli e i fiamminghi erano all’epoca in relazione commerciale. La parola primitiva per carte da gioco avrebbe dunque potuto essere «papier pour jouer», abbreviata talvolta in «papier». È l’ipotesi del celeberrimo specialista di carte da gioco Henry-René d’Allemagne, alla quale aderisco anch’io. A quell’epoca, Marsiglia era sotto il dominio dei Conti di Provenza, allora Re di Napoli, e alleati dei papi di Roma. Un aneddoto curioso è che il papa Urbano V fu il primo papa ad avere la barba e a portare una tiara a tripla corona invece che doppia, il che ricorda i Tarocchi. Urbano V fu abate di San Vittore prima di diventare papa nel 1362 e di stabilirsi ad Avignone, vicino a Marsiglia.
Se oggi mancano tanti documenti e mazzi di carte o di Tarocchi risalenti a prima del XVIII secolo, è perché fu ordinato, in diverse epoche, che gli stampi in legno serviti alla fabbricazione dei mazzi di carte fossero distrutti e i giochi di carte vietati su tutto il territorio. In un manoscritto ufficiale del XVII secolo è scritto che i Maestri Cartai a Marsiglia stampavano carte da tempi immemorabili. Un altro documento dell’inizio del XVIII secolo ci informa che i marsigliesi fabbricavano da sempre le più belle e le più delicate carte da gioco del mondo conosciuto e che si stupivano che ciò fosse potuto cambiare.
Marsiglia e i Tarocchi Originari
I più antichi mazzi di Tarocchi conosciuti risalgono al XV secolo. Si ritrovano nel nord dell’Italia. Furono fabbricati per la famiglia Visconti e, considerati come opere d’arte, furono conservati molto a lungo, mentre i mazzi popolari a buon mercato venivano riciclati come biglietti da visita non appena erano consumati o mancava una o più carte, il che spiega la scarsità di carte ritrovate del XVI e XVII secolo. Questi mazzi italiani creati in un solo esemplare per i loro committenti principeschi sarebbero stati copiati da dei Tarocchi popolari originari che racchiudevano, essi, la totalità dei simboli iniziatici. Sono questi Tarocchi popolari originari che sarebbero riemersi più tardi con il nome di Tarocchi di Marsiglia.
I Tarocchi di Marsiglia furono uno stile diffuso in tutta Europa. Lo si ritrova in Svizzera, a Parigi, a Lione, in Germania, in Spagna, in Italia, ad Avignone, e naturalmente a Marsiglia. Solo a Marsiglia si ritrova un tracciato coerente e armonioso nell’insieme delle carte, dovuto all’utilizzo preciso del numero aureo tanto per la simbolica quanto per la geometria. I due più antichi mazzi francesi che seguono lo stile dei Tarocchi di Marsiglia sono il Noblet del 1660, fabbricato a Parigi, estremamente semplicistico, e il François Chosson del 1672, fabbricato a Marsiglia, molto più complesso. Il François Chosson assomiglia esattamente al Nicolas Conver del 1760, anch’esso fabbricato a Marsiglia, a parte qualche dettaglio. François Chosson ricevette questa conoscenza da maestri molto più antichi. Nicolas Conver, nel 1760, perpetuò a sua volta questa tradizione molto precisa e creò la sua propria fabbrica, che divenne la Casa Camoin. A metà del XIX secolo, la Casa Camoin diventa l’unica e ultima depositaria a Marsiglia di questa tradizione secolare; lo è ancora oggi.
I Tarocchi sono un gioco che esiste da diversi secoli. Erano giocati dalla popolazione e furono vietati a più riprese nella storia a causa della passione frenetica che i giochi di carte provocavano. Secondo il dott. Robert V. O’Neill e me stesso, i Tarocchi originari popolari, oggi scomparsi, pieni di messaggi iniziatici, sarebbero serviti da ispirazione ai famosi mazzi Visconti e Visconti-Sforza, i più antichi mazzi conosciuti, risalenti al XV secolo. Questi Tarocchi originari sarebbero riemersi più tardi in quanto Tarocchi di Marsiglia.
Philippe CamoinFine della seconda parte
Note
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Nota aggiunta successivamente: «Questo rapporto è molto lontano. Non intendiamo dire in alcun caso che i Tarocchi sono stati creati dai catari. Due dei miei allievi spagnoli hanno creduto che avessi affermato ciò e hanno diffuso l’idea totalmente errata che i Tarocchi di Marsiglia provenissero dai catari. Quando sono venuti ai miei corsi nel 2000, non conoscevano i Tarocchi di Marsiglia, capivano male il francese e avevano manifestamente capito solo una parte di ciò che insegnavo all’epoca.» ↑
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Vedi a questo proposito l’articolo I Tarocchi di Maria Maddalena ↑




